Differenza tra monologo soliloquio

“Il monologo si distingue dal dialogo per il fatto che enfatizza il ruolo dell’interlocutore implementando interrogativi e riferimenti, le esclamazioni sono frequenti e si occupa in modo limitato del discorso stesso. Il personaggio non si rivolge a un interlocutore materiale ma parla o pensa a se stesso con autenticità e disinibizione.”[3] Il monologo è un dispositivo utilizzato per esprimere i pensieri del personaggio.

Anche se il monologo è un dispositivo utilizzato da tutti i generi letterari, è particolarmente vicino al genere lirico a causa della sua insistenza sul sé e sulla soggettività. 6] Per esempio, il monologo drammatico è un genere di poesia lirica moderna creato nel post-romanticismo del XIX secolo da Alfred Tennyson e consolidato da Robert Browning, e ancora in voga tra i poeti culturalisti.

Il monologo interiore, o flusso di coscienza, è una tecnica che cerca di catturare su carta il flusso di pressione dal mondo reale e il mondo interiore, immaginato da uno dei protagonisti. In questo tipo di letteratura, è spesso difficile decifrare cosa sta succedendo. Gli scrittori di solito usano frasi lunghe che si muovono da un pensiero all’altro. A volte evitano di usare i segni di punteggiatura per non interrompere il flusso delle idee. Sono caratteristici anche la sintassi meno sviluppata, l’omissione di verbi o altri elementi di collegamento, gli spostamenti radicali del centro del pensiero, le interruzioni improvvise o le ripetizioni esitanti. L’uso dello stile indiretto libero (cioè l’inclusione dei pensieri del personaggio nel racconto del narratore) è anche frequente.

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