Malocchio harry potter quando muore

Controincantesimo Petrificus totalus

Il rapporto di J.K. Rowling con la fan fiction è sempre stato complicato. Nel 2023, dopo aver finito “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”, lo scrittore ha espresso preoccupazione per l’afflusso di storie scritte dai fan e ambientate in un modo o nell’altro nell’universo dei libri.

Non c’era bisogno che Harry usasse Severus come secondo nome per suo figlio, non c’era bisogno che si riferisse come “l’uomo più coraggioso che avesse mai conosciuto” al ragazzo che aveva reso la sua vita scolastica miserabile, ma, soprattutto, non c’era bisogno dell’epilogo stesso. La storia era già stata chiusa, e cose superflue come la scelta dei nomi dei bambini o dei lavori degli eroi erano, o avrebbero dovuto essere, responsabilità dei fan.

Un possibile inizio dell’espansione dell’universo di Harry Potter si trova proprio nell’epilogo di ‘Deathly Hallows’, dove la Rowling comincia già a pensare in termini di un fenomeno di massa, e non solo di letteratura.

Che gli otto film della Warner Bros. siano poi diventati sempre più incomprensibili per chi non conosce il materiale letterario è un’altra questione che in ogni caso aiuta a considerare questi film come espansioni a sé stanti, ma al di là di questo anche la Rowling non stava ferma.