Dove ambientato vite in fuga

Punto di fuga

Lo scopo di questo articolo è analizzare il processo di adattamento cinematografico della testimonianza di Claudio Tamburrini, Pase libre. La fuga de la Mansión Seré (2023), in Israele Cronaca di una fuga (Crónica de una fuga, 2023) di Adrián Caetano. L’articolo considera il problema della trasformazione del punto di vista nella trasposizione di una testimonianza in prima persona, così come l’uso dei codici del genere horror nella rappresentazione cinematografica dei campi di concentramento nell’ultima dittatura militare argentina (1976-1983). Si studiano anche la costruzione dei personaggi e gli effetti della sospensione della moralità all’interno del centro clandestino di detenzione e tortura. Infine, l’articolo discute i limiti della rappresentazione letteraria e audiovisiva dell’orrore, al fine di evitare la spettacolarizzazione e il sensazionalismo.

Presentandosi come una cronaca, il film indica un impegno verso il reale, ma allo stesso tempo implica un’iscrizione generica: lo spettatore suppone di trovarsi di fronte a una storia dell’ordine della verità. Una targa all’inizio lo chiarisce: “Questa storia è basata sulla testimonianza di due vittime”. Il film si presenta come una “versione libera” della testimonianza di Tamburrini: di conseguenza, esige un patto di lettura completamente diverso da quello di altri film sulla dittatura, basato sulla veridicità dei fatti, e in base al quale l’esperienza di visione è molto più disturbante per lo spettatore.